Cinque pazienti attendono il turno per entrare dallo psichiatra. Dice il primo: “Ora tocca a me che sono Napoleone Bonaparte!”


E il secondo: “No! Tocca a me che sono Leonardo da Vinci”
Di rimando la terza paziente: “Niente da fare, ci vado io perché sono Cleopatra”
Il quarto paziente: “Non tocca a nessuno di voi! Il prossimo sono io perché sono Mosè, colui al quale Dio ha dato le tavole della Legge”
E il quinto, guardandolo con aria stupita: “Cos’è che ti avrei dato io???”

Nella pagina trovi 10 barzellette divertenti, battute e citazioni sui matti e il mondo dei pazzi. 😱

Barzellette sui matti e sul manicomio

Un uomo entra dal lattaio e gli dice:
“Mi da un chilo di latte, per cortesia.”
“Ma guardi che il latte non si vende a chili!”
“Ah sì? Allora me ne dia un metro!”

Qual è la differenza tra un nevrotico, uno psicotico e uno psichiatra?
Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico va ad abitare nei castelli che costruisce e lo psichiatra … riscuote l’affitto.

In manicomio durante la rivoluzione francese: “Perché ogni volta che deve prendere la medicina lei canta l’inno nazionale?!”
“Mi preparo alla presa della pastiglia!”

In un manicomio è il giorno stabilito per testare se i pazienti sono sani e possono dunque essere rimessi in libertà.
Il dottore porta loro un test, va dal primo e gli dice: “Se riesci a nasconderti dietro questo ago puoi uscire!”.

Il primo pazzo ci prova in tutti i modi, ma è impossibile e il dottore non lo lascia andare. Intanto viene fatto accomodare il secondo pazzo.

Stessa storia, il dottore gli dice di nascondersi dietro l’ago e lui dopo capriole e giravolte viene trattenuto in ospedale. E’ il turno dell’ultimo, il dottore pone la fatidica domanda e il pazzo dice che è impossibile che lui riesca a nascondersi dietro un ago. Dottore: “Bene, bravo, lei può finalmente tornare a casa! Ma mi spieghi, perché non ha provato a nascondersi come gli altri?” E il pazzo: “E che mi nascondo a fare? Poi lei mi guarda dal buchetto!!”

Un automobilista sta ascoltando il giornale radio che viene interrotto per una comunicazione urgente: “Attenzione, attenzione … a tutti gli automobilisti … un pazzo ha imboccato l’autostrada del Sole contromano!!!”
Appena ascoltato il messaggio, l’uomo esclama schivando le macchine:
“Per fortuna che doveva essere solo uno … qua saranno un centinaio!!”

Due matti guardando in aria: “Guarda quell’elicottero, è fermo lì in aria da mezz’ora!”
“Si vede che ha finito la benzina.”

Risposta automatica telefonica di un famoso Istituto Psichiatrico:
“Grazie per aver chiamato l’Istituto Psichiatrico di Salute Mentale:
Se è ossesso-convulsivo, prema ripetutamente fino allo spasmo il tasto 1.
Se è affetto di personalità multipla, prema i tasti 2, 3, 4, 5 e 6.


Se è paranoico, sappiamo già chi è lei, cosa fa nella vita e sappiamo cosa vuole, quindi rimanga in linea, finché non rintracciamo la sua chiamata.
Se soffre di allucinazioni, prema il tasto 7 nel telefono rosa gigante che lei (e solo lei) vede alla sua destra.


Se è schizofrenico, chieda al suo amico immaginario di premere il tasto 8 per lei.
Se soffre di depressione, non importa quale numero preme, tanto non c’è niente da fare, il suo caso è disperato e non ha cura.
Se soffre di indecisione, lasci il messaggio dopo il bip … oppure prima del bip … o durante il bip, insomma scelga lei.

Se soffre di avarizia ossessiva, attenzione, riattacchi subito, questa telefonata è a pagamento a 500 Euro al secondo.
Se soffre di autostima bassa, per favore riagganci, poichè tutti i nostri operatori sono impegnati a parlare con persone molto più importanti di lei.

Un uomo in treno scoppia a ridere di tanto in tanto e poi scrolla le spalle.
Un compagno di viaggio gli domanda di che cosa ride.
“Continuano a venirmi in mente barzellette sempre più divertenti”, risponde l’uomo.
“E allora perché scrolla le spalle?”
“Perché mi accorgo ogni volta di averle già sentite …”

Un manager troppo stressato cade in un esaurimento contrassegnato da una monomania. Egli è convinto che l’unica cosa piacevole sia uccidere i piccioni di Piazza San Marco, utilizzando una fionda. Finisce in clinica, dove viene curato per un mese. Al termine di questo ciclo il dottore gli chiede: “E ora cosa farà, caro signore?”


“Uscirò, prenderò una fionda, un elastico, tanti sassi e TAC, ai picioni di San Marco!”
Altro mese di cure, finito il quale il medico lo interroga nuovamente per sentirsi rispondere: “… TAC, ai piccioni di San Marco!”
Va avanti così per altri quattro mesi e si giunge a un nuovo controllo. “Allora, caro signore”, dice il medico,”che facciamo ora?”
“Esco e abbordo una bella ragazza”
“Bene!”, commenta il medico, “Poi?”
“Poi la porto in camera mia … le tolgo la camicetta, le sfilo la gonna, le sfilo le calze … le tolgo il reggiseno …”
“Ottimo! Poi?”
“Poi … le tolgo le mutandine e … sfilo l’elastico, faccio una fionda e TAC!, ai piccioni di San Marco!”

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Barzellette sui Matti n7

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